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Roland Heuberger e i Pet Elisir

16 Aprile 2012

Abbiamo incontrato Roland alla Fiera Cavalli di Verona del 2011, presentatoci dalla comune amica Reana. Roland, o meglio Rolando nell’incedere della lingua italiana......leggi di più

2 nuovi amici degli Elisir Sovrani

22 Gennaio 2012

Si allarga la "rete" degli amici degli Elisir Sovrani. Cosetta e Gianfranco hanno frequentato con successo il corso tenuto da Eleonora. Benevenuti !..leggi di più

Dove trovare i nostri prodotti

10 Gennaio 2012

Segnaliamo che i prodotti della linea Elisir Sovrani sono disponibili presso.....leggi di più

Rivista "OLTRE"

9 Gennaio 2012

Abbiamo il piacere di annunciare la pubblicazione di una intervista ad Eleonora sulla rivista "OLTRE" , una pubblicazione innovativa nel campo della Medicina Naturale.....leggi di più

Benvenuto Stefano !

3 Gennaio 2012

Abbiamo il piacere di annunciare che , dall'inizio dell'anno, inizierà il rapporto di collaborazione tra REI-SHEN-KI e Stefano Breda.....leggi di più

Armonia 2012 : un weekend all'insegna del Benessere !

31 Maggio 2012

Presso il Castello di Belgioso (PV) si terrà, dal 01 al 03 Giugno p.v., la Fiera di Armonia. Si tratta di un evento che ospiterà operatori delle discipline bio naturali....LEGGI DI PIU'

Conferenza sulle Costellazioni familiari

20 Aprile 2012

Siamo lieti di comunicarvi che REI-SHEN-KI organizza, per il giorno VENERDI' 20 Aprile 2012 alle ore 20.30 presso la sala conferenze di Legambiente in via Don. G. Bertoni 4 - Verona, una conferenza dal titolo : "L'amaro tabù : lutto e segreto nelle costellazioni familiari"...LEGGI DI PIU'

Conferenza Elisir Sovrani® : cambio data

18 Gennaio 2012

Per ragioni organizzative, la conferenza sugli Elisir Sovrani fissata per Venerdì 20 Gennaio p.v. alle ore 20.30, presso Il Centro Tecniche Energetiche - Via Cattaneo 6 - Verona viene spostata a Venerdì 27 Gennaio alle ore 20.30 sempre presso la stessa sede...LEGGI DI PIU'

Nuova conferenza sugli Elisir Sovrani®

17 Gennaio 2012

Siamo lieti di annunciare che Venerdì 20 Gennaio p.v. alle ore 20.30, presso Il Centro Tecniche Energetiche - Via Cattaneo 6 - Verona , si terrà una conferenza di presentazione degli Elisir Sovrani®....LEGGI DI PIU'

Il metodo delle Costellazioni Familiari

18 Novembre 2011

Siamo lieti di comunicarvi che Venerdì 2 dicembre 2011 alle ore 20.30 presso la sede di REI-SHEN-KI in via Usodimare 8 - Verona (salvo diversa e successiva comunicazione) , si terrà la conferenza “Dare impulso all’anima: il metodo delle Costellazioni Familiariâ€..LEGGI DI PIU'

Il Cuore

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IL CUORE :
IL LINGUAGGIO DEI SINTOMI E DELLE LORO MANIFESTAZIONI

di Antonietta Monterisi - Infermiera/Naturopata
I sintomi come simboli
Tutto il creato proviene dall'unità e s'incarna entrando nella polarità. La materia evidenzia la dualità in quanto ha in sé i limiti di spazio e
tempo ed è transitoria. La malattia si può considerare un percorso, una possibilità, un invito a tornare all'unità, perché è da li che tutti noi veniamo… Solo cosi potremmo ritornare sani e tornare a “casaâ€.
Sappiamo che il sintomo è un rivelatore di ciò che non funziona per noi. La corrispondenza e precisa ed emerge con chiarezza nel corpo, che ci racconta simbolicamente quali sono gli atteggiamenti, le convinzioni e i modi d'essere che ci fanno male.
La psicosomatica insegna che c'è sempre un sincronismo tra anima e corpo, ogni emozione e manifestazione psichica, determinano una manifestazione fisica. E' l'uomo nella sua interezza di corpo e psiche, le nostre parti mortali, ad essere malato e come tale va trattato. Capire non basta. Se per capire intendiamo un atto esclusivamente mentale non è sufficiente per stare meglio. Noi dobbiamo comprendere, nel senso etimologico della parola, prendere dentro, fare nostro, sperimentare e vivere quello che la mente ha capito. Fondamentale portare attenzione, ascoltare e comprendere il messaggio che il corpo ci manda. La comprensione deve entrare dentro, andare in risonanza con ogni cellula dell'organismo per renderci consapevoli, farci sentire che cosi è giusto per noi. La consapevolezza ci può rendere protagonisti del processo alchemico, per trasformare il malessere energetico e portarci all'armonia, all'equilibrio e alla salute. Usare le informazioni che la medicina allopatica ci offre, ci permette di avere più dettagli, per leggere il corpo come una mappa della nostra coscienza e guarire. Il dolore fa parte della nostra, imperfetta, natura materica. Il dolore non va negato, minimizzato, ma compreso e lasciato andare. I quadri clinici corporei ci permettono di arrivare ai contenuti psichici in essi cifrati, ma vanno interpretati simbolicamente. I simboli sono ancora oggi l'espressione di una comunione di forma e di contenuto e continuano invariabilmente ad aiutarci a riconoscere nessi e collegamenti. La lettura simbolica dei sintomi e delle malattie non è, e non deve essere, un approccio rigido. Le innumerevoli sfumature dell'animo umano sfuggono ad ogni tipo d'inquadramento. È fondamentale ricordarsi che la persona affetta da quella patologia è unica e solo ascoltandola potremo comprendere le sue motivazioni. Le nostre interpretazioni devono rimanere tali e non essere giudizi. La malattia produce nella vita della persona un risultato, il sintomo, e questo è l'esteriorizzazione simbolica di quello che la persona sta facendo a se stessa. Proviamo a chiederci che cosa la persona si sta impedendo?... o cosa sta ottenendo ?
I sintomi del cuore
Tutti noi riconosciamo nel cuore un simbolo dell'amore. Se il legame tra cuore e amore è reale, come io credo che sia, un cuore senza amore avrà sicuramente delle difficoltà a vivere. Nel centro energetico del cuore avviene il passaggio dalla relazione del soggetto con se stesso all'esperienza della relazione condivisa con l'altro. L'io entra nella relazione e diventa il noi.
Il cuore è il centro della nostra vita, se questo è vero, l'amore deve essere il cuore della vita stessa. Tutte le malattie cardiache ci parlano di una persona che ha difficoltà a mettersi in relazione con chi le sta a cuore, perchè non si sente amata, perchè si considera incapace di amare o di non meritare l'amore. Considerando il sangue come il sé che si muove nel tentativo di aumentare la propria consapevolezza, diventa chiaro come la patologia cardiaca tocchi l'unità, e l'unicità, dell'individuo. I malati di cuore sono, in molti casi, persone che ascoltano quasi esclusivamente la loro testa, poco o niente il loro cuore, spessissimo le malattie cardiache sono legate ad una bassa stima di sé stessi. La persona malata di cuore determina, inconsapevolmente, una deficienza nella sua capacità d'azione creativa, limitandosi nella conoscenza e realizzazione del suo sé, impedendosi di evolvere. La percezione dell'amore e la capacità di darlo e riceverlo e alterata. La persona, inconsciamente e per motivi personali, sente di non essere amata, o di non essere degna d'amore, o d'essere incapace d'amare. Per poter sopravvivere l'essere umano crea una corazza che lo protegge dalla sofferenza, determinando irrigidimento dei muscoli del torace, che oltre ad ostacolare il respiro limiterà il movimento dell'emozione, tenendo il corpo e il cuore in continua tensione. La rigidità è una difesa dal dolore, dalla paura inconscia di essere abbandonati che diventa paura dell'amore stesso. Se ci irrigidiamo, e non amiamo, non rischiamo nessuna privazione né di essere abbandonati. Questo meccanismo di difesa crea un circolo vizioso che ci intrappola nei nostri stessi timori. L'unica soluzione è riaprire il cuore alla sua naturale elasticità e capacità d'amare, permettendo all'amore di fluire. Ma per fare questo la persona si deve prima aprire, deve rischiare di soffrire per poter tornare ad amare. L 'elemento aria è fondamentale nella valutazione dei problemi legati all'area cardiaca. La relazione che il soggetto ha con l'aria indica per analogia il rapporto che ha con l'amore. C'è una forte analogia tra ritmo cardiaco e la respirazione, entrambe simboli cosmici. Il corpo pulsa, è vive, al ritmo della contrazione cardiaca e del respiro. E' questo ritmo che contiene il segreto della vita? Il respiro è analogicamente legato alla comunicazione con Dio, con il mondo esterno. Il cuore è il punto di contatto con il mondo interno. Le persone possono avere difficoltà sia ricevere sia a dare amore. La sintomatologia delle patologie ischemiche è spesso accompagnata da dispnea, la difficoltà di respirare. In questi casi c'è una difficoltà a far circolare l'amore all'interno della persona. La dispnea ci parla di una “fame d'amore†che non siamo in grado di cogliere, o donare, all'esterno.
I fattori di rischio fisiopatologici che possono predisporre alle patologie cardiocircolatorie sono l'ipertensione il diabete e l'aterosclerosi.
L'arterosclerosi ci parla, simbolicamente, d'ostacoli nella circolazione dell'amore, di ristagni e di sedimentazioni, che dal punto di vista sintomatico, sono rappresentati dagli ateromi. Questi impediscono alla persona, come alle sue arterie, di avere l'elasticità necessaria affinché il flusso d'amore scorra liberamente. Questa persona avrà probabilmente difficoltà sia a dare sia a ricevere amore. C'è un indurimento del sé, una profonda solitudine, un senso d'abbandono, una richiesta d'attenzione non espressa. L'aterosclerosi delle arterie coronariche circoscrive al cuore questa tensione, investendo tutti gli aspetti relazionali. La persona ha, probabilmente, un peso sul cuore che non le permette di esprimere la sua capacità d'amare e di relazionarsi.
Il diabete ci parla invece di una persona incapace di sentirsi libera in una relazione, che ha paura di essere invaso dalle emozioni, dalla dolcezza, dall'amore e per questo tiene lontano gli altri, imponendosi una rigidità nella capacità di dare e ricevere amore. E' come se la persona fosse incapace di cogliere la dolcezza che la circonda, imponendosi di non permettere a nessuno di cogliere la sua, di dolcezza, neanche a se stessa. Ciò crea rabbia, che però non viene espressa.
L'arterosclerosi ci parla, simbolicamente, d'ostacoli nella circolazione dell'amore, di ristagni e di sedimentazioni, che dal punto di vista sintomatico, sono rappresentati dagli ateromi. Questi impediscono alla persona, come alle sue arterie, di avere l'elasticità necessaria affinché il flusso d'amore scorra liberamente. Questa persona avrà probabilmente difficoltà sia a dare sia a ricevere amore. C'è un indurimento del sé, una profonda solitudine, un senso d'abbandono, una richiesta d'attenzione non espressa. L'aterosclerosi delle arterie coronariche circoscrive al cuore questa tensione, investendo tutti gli aspetti relazionali. La persona ha, probabilmente, un peso sul cuore che non le permette di esprimere la sua capacità d'amare e di relazionarsi.

Cardiopatie ischemiche

Angina pectoris
Questo sintomo si presenta in modo acuto e transitorio. La pena del cuore che la caratterizza è di grande intensità, legata ad eventi recenti o meno, che lasciano una ferita profonda dell'anima. Qualcosa si è indurito dentro la persona, come un bambino collerico e maltrattato. L'angina è una violenza che la persona fa a se stessa, vittima delle forze dell'ego e del desiderio di potere. La sintomatologia è molto indicativa: dolore improvviso violento dietro lo sterno, che s'irradia al braccio sinistro (la parte sinistra, per la maggior parte delle persone, è legata alla possibilità di esprimere i sentimenti, e al fare ciò che ci rende felici), un'angoscia che spesso e descritta come fame d'aria, ma forse è più fame d'amore. Ci può essere la sensazione di morte imminente, perchè l'angoscia provata e percepita come un attentato alla sopravvivenza. Questo quadro patologico ci può far pensare ad un soggetto che soffre perché ha subito una delusione, un tradimento, o è accaduto qualcosa di repentino che lo ha privato dell'amore. La persona s'impedisce di esprimere i sentimenti d'odio, rabbia e rancore, trattenendo anche le lacrime, ma nel profondo si sente morire. Nei soggetti giovani colpiti da angina, di solito, si presentano degli spasmi coronarici determinati dall'aumento dell'adrenalina e noradrenalina, ormoni surrenali della sopravivenza , che ci possono far pensare alla paura di perdere l'amore, così intensa da provocare l'insorgere dei sintomi.

Infarto del miocardio

Quello che abbiamo detto per l'angina è valido anche per la patologia infartuale, ma la manifestazione e di un'intensità dolorosa insopportabile. Il risultato è drammatico, spesso infausto. La persona ha deciso che il dolore che prova nell'area degli effetti è qualcosa con cui non può vivere e non vedendo altra via d'uscita decide di morire. La ferita dell'anima è più grave, il dolore da solo non basta e si arriva ad uccidere il proprio cuore. La cicatrice che rimane sul cuore si può riconosce negli atteggiamenti della persona, in quei tratti comportamentali rassegnati e/o vittimistici, nonostante un recupero funzionale buono, abbastanza tipici dei cardiopatici. La persona colpita dall'infarto è prigioniera di un conflitto, vuole uscirne, ma ha paura e probabilmente, decide che così, senza amore non vale la pena vivere. Per uscire si deve prima aprire, ma questo fa riemergere la paura dell'abbandono, di soffrire. C'è probabilmente un percorso di solitudine, un negarsi ogni debolezza, come un carro armato che cede improvvisamente. Cosi prevale la volontà dell'efficienza che blocca o interrompe il fluire delle emozioni. L'infarto ci parla anche di un cuore infarcito d'emozioni che, trattenute, lo blocca. C'è, di fondo, un'incapacità al lasciarsi andare e rilassarsi profondamente. La morte per infarto non è, di solito, il risultato di una rinuncia alle emozioni, ma alla paura. La persona e cosi stanca di aver paura che perde la speranza dell'amore e nell'amore. Il risultato è un vero attacco di panico del cuore. L'infarto. L'infarto è una malattia molto grave e anche quando non è letale, porta ad un lungo periodo d'invalidità sia fisica sia psichica, di riposo assoluto e di riabilitazione. Forse la persona sceglie di “uscire di scenaâ€. L'infarto che colpisce il ventricolo sinistro, localizzato anteriormente, spesso irradia il dolore alla spalla e al braccio sinistro, che come abbiamo già visto rappresentano la capacità di esprimere i sentimenti e ottenere ciò che ci rende felici. Questa sede ci parla anche di una sinistra/femminile, legata alle emozioni, ostinatamente trascurata e pietrificata. Nella presentazione inferiore e destra, il dolore è più facilmente avvertito a livello dello stomaco, questo ci parla del tentativo della persona di controllare la pena che sente nel cuore, purtroppo senza risultato (il lato destro dell'organismo è legato alla volontà, all'aspetto yang del mentale). Ci sono infarti causati da uno spasmo muscolare intenso e prolungato, che restringe le coronarie, ma non è accompagnato da una patologia ateromasica. Questa evenienza è più frequente nei giovani e nelle donne; la malattia cosi ci parla di un tentativo da parte della persona di controllare “spasmodicamente†il flusso delle emozioni e dell'amore, perché c'è la paura di tuffarsi nella vita reale, di soffrire e godere della vita.
Insufficienza cardiaca o scompenso
Questo quadro fisiopatologico si presenta spesso nelle fasi avanzate delle altre malattie cardiache. La persona scompensata ha un cuore molto grande e non sa dire di no, si fa carico di problemi che non riesce a gestire e smaltire. Sono persone che tengono dentro tutto, non riescono a sfogarsi, a buttare fuori tutto l'eccesso di emozione, forse per paura di essere abbandonati. Il cuore è pieno, gonfio d'emozioni gestite male; è un cuore che cede perché non sopporta più il peso di cui si è fatto carico. Che l'insufficienza sia destra o sinistra, la persona in realtà si ritrova a ristagnare nel suo stesso liquido spirituale. La persona ha un forte problema nell'ambito della comunicazione, e chiede troppo al suo cuore. La persona deve probabilmente risolvere un conflitto tra il suo bisogno di dare e di ricevere amore, deve imparare a dire di no, ad esprimere ciò che sente nel cuore non nella mente, permettendosi la necessaria intimità che questo scambio richiede. Se ristagna nella parte destra del cuore, il sintomo ci dice che la persona ha difficoltà a mettere in relazione il suo interno (il sangue venoso torna da tutto il corpo verso il cuore) con l'esterno (dal cuore di sangue dovrebbe andare ai polmoni, contattare l'elemento aria e tornare al cuore con nuove informazioni vitali). Questo sintomo indica un conflitto tra ciò che la persona sente nel cuore e la sua volontà. Se ristagna nella parte sinistra, il liquido infiltra il circolo polmonare, determinando edema polmonare; è come se la persona cercasse di impedire ai pensieri di entrare nel mondo dei sentimenti, bloccando i pensieri (aria) nell'eccesso di emozioni (acqua). La persona decide di soffocare, annegare nel proprio liquido spirituale.
Disturbi del ritmo
Le aritmie ci parlano di un tentativo di deviare dall'uniformità; la persona non ha il coraggio di lasciarsi muovere dalle emozioni, volendo ascoltare solo la testa, e quindi non è in sintonia con il proprio ritmo. Nelle tachicardie la persona può sentirsi quasi lacerare dalla velocità del ritmo del cuore, come se fosse preso da paure folli. Può non sentirsi all'altezza delle pretese perché non sufficientemente preparato ad affrontare la vita. C'è un desiderio d'amare ma l'incapacità di vivere fino in fondo quest'amore, non volendo ammettere che le emozioni hanno un ritmo è un andamento non controllabile. La sopraeccitazione psichica fa istanza ad una istintività repressa, bloccata che impedisce di vivere pienamente le emozioni, nel cuore e nel corpo. Nelle bradicardie e nei blocchi parziali o totali dei segnali elettrici del cuore, possiamo leggere il tentativo di interrompere il passaggio di messaggi dal piano superiore a quello inferiore del cuore. Si bloccano le informazioni nel centro della vita emotiva, si sbarra la strada alla libera comunicazione. Si dimostra di essere duri nelle questioni di cuore, di non avere tempo da dedicare a queste. La persona ci racconta di una fuga dall'inaffidabilità del cuore, che per sua natura ha un ritmo imprevedibile. Si sceglie di sopravvivere (al ritmo certo del pacemaker meccanico), invece che vivere nell'incertezza della vita reale.
Conclusioni
L'uomo moderno ha bisogno, oggi più che mai, di recuperare la saggezza del cuore, la cui assenza ha portato le patologie cardiocircolatorie ad essere la prima causa di morte. Il coraggio del cuore, cioè la forza d'animo, la decisione nell'affrontare la vita senza timore delle nostre emozioni, ci può permettere di riportare il cuore a percepire la bellezza, a immaginare e pensare con i sensi. Fondamentale ri-cominciare a vivere al ritmo del nostro cuore, che è il ritmo dell'amore, che è la forza che muove tutte le forze, che è la possibilità di generare nuova vita ed evolversi. Il cuore ci deve poter dire cosa fare, la testa ci dovrebbe aiutare a farla nel modo migliore. E' indispensabile recuperare la semplicità dell'esserci, dell'ascolto e dell'attenzione, nel rispetto delle differenze e delle similitudini di ciascuno, meglio se fuori dal giudizio. Se noi donne e uomini recuperiamo nel nostro “cuore-sentireâ€, l'intelligenza e la saggezza, che millenni di evoluzione vi hanno iscritto… forse riusciremmo a riportare l'armonia in questo mondo malato. Forse cosi anche “l'anima del mondoâ€, quell'inconscio collettivo tanto caro a Jung, potrà ri-tornare a “casaâ€.
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